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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico. -
Premesso che:
con il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, è stata prorogata al 1° gennaio 2009 l'entrata in vigore della normativa che introduce nell'ordinamento giuridico italiano la class action, azione collettiva risarcitoria, con la giustificazione di estenderla alla pubblica amministrazione;
la class action è lo strumento migliore con cui i semplici cittadini possono essere tutelati e risarciti dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione dell'attore;
il Governo avrebbe allo studio modifiche alla suddetta legge per renderla inefficace per i fatti posti in essere anteriormente all'entrata in vigore della stessa legge, espungendo così i risarcimenti collettivi contro i soggetti che hanno adottato gravissime condotte truffaldine a danno dei risparmiatori;
l’intervento di proroga e quello di modifica della suddetta legge suonano come un gravissimo tradimento alle attese di milioni di risparmiatori già tartassati dalle reiterate malefatte del sistema bancario italiano, quali:
1) l’anatocismo, praticato per oltre mezzo secolo, ossia la ricapitalizzazione trimestrale degli interessi vietata dall'art.1283, norma di carattere imperativo, del codice civile, facendo ricorso ad usi, abusi e soprusi bancari, censurati da numerose sentenze di Cassazione e, da ultimo, dalla sentenza della Suprema Corte, Sezioni Unite n. 21095 del 4 novembre 2004;
2) il risparmio tradito, ossia il saccheggio del risparmio delle famiglie italiane (che ha interessato un milione di risparmiatori italiani) mal consigliate da operatori finanziari in cui avevano piena fiducia, tramite il collocamento di bond argentini, Parmalat, Cirio per un controvalore di 50 miliardi di euro, ad un milione di risparmiatori frodati;
3) la mancata applicazione del cosiddetto "decreto Bersani" (decreto-legge n. 223 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248) sull’obbligo delle banche di aumentare i tassi simmetricamente quando la BCE aumenta il costo del denaro. Variazione mai adottata dalle banche che, anzi, si sono sempre limitate ad adeguare velocemente i tassi passivi per la clientela affidata, trascurando e praticamente azzerando i tassi di remunerazione dei depositi;
4) i prodotti derivati, strumenti finanziari che le banche hanno proposto in questi anni a piccoli imprenditori ed enti locali, con il fine apparente di fornire loro una copertura dal caro-tassi, ma con l'effetto concreto di portarli a indebitarsi per milioni di euro;
5) la commissione di massimo scoperto, dichiarata nulla da una sentenza della Corte di cassazione, ossia la percentuale che la banca applica sul massimo saldo negativo registrato durante il trimestre, anche se nel trimestre il cliente affidato è andato in “rosso” per un solo giorno...
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LANNUTTI , DE TONI , GIAMBRONE , MASCITELLI , PEDICA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e trasporti e dello sviluppo economico. -
Premesso che:
la società Compagnia aerea italiana (Cai S.p.A.), presieduta dall'imprenditore Roberto Colaninno e diretta dall'amministratore delegato ingegner Rocco Sabelli, si propone di subentrare nella parte attiva della compagnia di bandiera nazionale Alitalia, posta in amministrazione straordinaria, previa separazione delle passività che verrebbero poste in capo allo Stato mediante la creazione di apposita bad company;
l'ingegner Colaninno si è avvalso della collaborazione del manager Sabelli sia in Telecom che in Piaggio, nonché nella società IMMSI attraverso la quale l'imprenditore mantovano è entrato a far parte della cordata di investitori, individuata dall'advisor bancario Intesa San Paolo, al fine di rilevare, mediante la costituzione di una nuova società ad hoc (newco) la sostanza utile di Alitalia SpA in conclamata crisi industriale e finanziaria;
secondo quanto si apprende da fonti di stampa, quasi due anni fa il dottor Sabelli, lasciato l'ufficio di amministratore delegato della Piaggio, ha rilevato il controllo di Dataservice, una azienda romana di information technology quotata in Borsa ma in difficoltà finanziarie, la cui ristrutturazione è stata curata da Banca Intesa, che ha anche assunto una partecipazione azionaria nella società attraverso Imi Investimenti. Nel febbraio 2008, Banca Intesa avrebbe ceduto alla società guidata da Sabelli una propria controllata, la "Universo servizi", nel quadro delle operazioni volte al rilancio di Dataservice. Sempre secondo l'articolo di stampa in questione, all'esito di tale operazione la Dataservice dell'ingegner Sabelli risulterebbe ancora in debito verso Banca Intesa per 12,7 milioni di euro,
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LANNUTTI - Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
Crif S.p.A. (Centrale di rischio finanziario), è una banca dati privata gestore di Eurisc, un sistema di informazioni creditizie di tipo positivo e negativo che raccoglie al suo interno i dati forniti direttamente dagli Enti finanziatori partecipanti, oltre 440 istituti bancari e finanziari;
i dati Crif o Eurisc sono utilizzati da tutto il sistema creditizio per la valutazione delle pratiche di finanziamento, compresi i mutui per l´acquisto di immobili;
nella banca dati Crif circa l’85 per cento dei dati inseriti si riferiscono a persone che pagano regolarmente ed onorano il loro debito, mentre il restante 15 per cento si riferisce a quelli che vengono bollati come “cattivi pagatori”;
nelle banche dati delle centrali di rischio figurano non solo quanti non hanno onorato il proprio debito, ma anche coloro i quali, per un disguido commerciale o altra causa, non abbiano pagato anche solo parte del proprio debito. Rientrano in tale ambito anche un paio di bollette di utenze quali acqua, gas, luce o telefono. Il nominativo rimane registrato come "cattivo pagatore" anche se l'utente, successivamente alla scadenza, abbia posto rimedio al ritardo saldando l’importo dovuto;
il Garante per la protezione dei dati personali, nel 2005, ha varato un nuovo "Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti", sottoscritto dalle associazioni rappresentative del settore con la collaborazione delle associazioni dei consumatori;
tra i servizi offerti dalla Crif rientra la vendita alle aziende di un "abbonamento" su informazioni commerciali, denominato "CRIBIS";
nei rapporti di informazione commerciali di CRIBIS che vengono richiesti e letti da aziende non intermediari finanziari, figura anche un report antifrode, che si effettua con visure nelle liste elettorali comunali per verificare l'effettiva coincidenza della residenza del cliente con quella indicata nel documento personale di identità...
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LANNUTTI - Al Ministro degli affari esteri. -
Premesso che:
all’aeroporto internazionale di Nizza, la pratica del “palpeggio manuale anche nelle parti intime” sui corpi dei viaggiatori, è una prassi di controllo consolidata alla quale tutti devono sottoporsi, sia i cittadini dei Paesi aderenti al Trattato di Schengen (i non stranieri) che gli altri, pena il mancato imbarco;
in data 27 luglio 2008, al varco dell'aeroporto internazionale di Nizza, l’interrogante veniva sottoposto, insieme ad altri cittadini provenienti dallo spazio Schengen, ai suddetti controlli di ingresso e, nonostante le ripetute proteste, l’esibizione dei passaporti ed il conseguente intervento della polizia francese, non vi era alcuna possibilità di prendere l'aereo, senza sottoporsi al consueto “palpeggio anche nelle parti intime”;
gli addetti alla polizia aeroportuale hanno affermato che le disposizioni del governo francese non prevedono alcuna deroga neppure per i cittadini in possesso di un passaporto diplomatico o di un passaporto di servizio, come deputati, senatori, consiglieri regionali ed altre cariche dello Stato rispetto alla tecnica invasiva del “palpeggio”;
la lotta al terrorismo è una priorità di tutti i Paesi, specie quelli che applicano la Convenzione di Amsterdam, per evitare che malintenzionati possano infiltrarsi con armi ed altri apparati offensivi, all’interno degli aeroporti per espletare forme di pirateria aerea;
in tutti gli aeroporti sono in funzione complessi meccanismi di prevenzione, dove la vigilanza, spesso privata, ha lo scopo di evitare che possano essere introdotti strumenti offensivi, quali armi o altri apparati atti a minacciare la sicurezza dei viaggiatori;
negli aeroporti italiani, efficienti servizi di vigilanza, coadiuvati da metal detector ed altri sofisticati strumenti, effettuano uno screening accurato sui bagagli e sui passeggeri, evitando che possano passare anche i più piccoli contenitori di liquidi. Solo nel caso di ripetuti segnali rossi del metal detector, gli addetti alla vigilanza provvedono a verificare, mediante la tecnica del metal detector manuale passato attorno ai passeggeri ed in alcuni casi del “palpeggio”, la presenza di eventuali armi o altri strumenti offensivi, nascosti tra o negli indumenti;
considerato che...
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LANNUTTI , BUGNANO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , MASCITELLI , PEDICA , RUSSO - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'interno. -
Premesso che:
sono almeno dieci milioni gli utenti quotidianamente contattati da call center che, violando la normativa sul trattamento dei dati personali e i richiami del Garante per la protezione dei dati personali, pubblicizzano offerte commerciali di società telefoniche;
gli utenti arrivano a ricevere fino a venti telefonate pubblicitarie indesiderate al giorno, specialmente nelle ore serali, che arrecano continui disturbi alla loro vita privata;
il Garante, in seguito ad un'indagine condotta con il Nucleo speciale funzione pubblica della Guardia di finanza, ha emesso cinque provvedimenti con cui obbliga i gestori telefonici e le società che operano attraverso i call center ad interrompere l'uso indebito di tutti quei numeri telefonici utilizzati a scopo commerciale senza aver ricevuto l'autorizzazione al trattamento da parte degli utenti;
nonostante le pronunce del Garante, rimangono numerose le segnalazioni degli utenti telefonici vittime del bombardamento pubblicitario e sono anche migliaia le lamentele raccolte dall'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori;
considerato che chi effettua telefonate ripetute ed insistenti senza il consenso degli utenti che le ricevono commette il reato di molestia o disturbo della persona, previsto dall’articolo 660 del Codice penale, punibile con l’arresto fino a sei mesi...
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LANNUTTI , PEDICA , CARLINO , MASCITELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
banca Re Mida, una banca off-shore che opera tra Somalia, Dubai, Spagna e Italia, offre ai propri clienti un rendimento annuo del 10 per cento sui depositi a zero spese con carte di credito e conti correnti anonimi, garantendo un'assoluta riservatezza senza nessuna ritenuta fiscale né scambio di dati con organismi ufficiali;
l'istituto di credito, che si definisce una "entità esente dalla supervisione di Organismi ufficiali", nasce nel 2006 con sede operativa ufficiale a Dubai, nella zona franca dell'aeroporto degli Emirati Arabi Uniti, con sede legale in Somalia, ed è regolato dal diritto bancario somalo;
sul sito Internet della citata banca non risultano intestatari, ma solo un generico "Panama" in tutti i campi richiesti nelle identificazioni e lo stesso istituto non risulta nell'elenco delle istituzioni finanziarie autorizzate, né in quello delle società presenti nella free zone a Dubai;
dal sito ufficiale della banca stessa si evince che la banca Re Mida è collegata con il gruppo finanziario Re Mida, una specie di conglomerato con sede a Barcellona, nel cui gruppo rientrano, alcune società controllate di real estate, un fondo d'investimento, una società di servizi chiamata Royal Fin Service;
secondo quanto riferito da una responsabile commerciale di banca Re Mida in un articolo di "Milano Finanza" del 12 luglio 2008, le due entità (banca e gruppo) non avrebbero niente a che fare l'una con l'altra, anche se l'indirizzo del gruppo a Dubai è lo stesso della banca;
la banca Re Mida sta muovendo i suoi passi anche in Italia e, secondo quanto riportato dal citato articolo, per conto dell'istituto opererebbe un certo Roberto Caltagirone, titolare in Spagna della Royal Fin Service e Presidente del gruppo. Secondo documenti ufficiali spagnoli, la Royal Fin, che, dall'ultimo bilancio disponibile, ha chiuso il 2006 con 40.000 euro di utile, ha avuto diverse multe per 24.000 euro (su 144.000 euro di capitale sociale) per mancati pagamenti della previdenza sociale;...
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LANNUTTI , PEDICA , CARLINO , MASCITELLI - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e della giustizia. -
Premesso che:
dai verbali dell'inchiesta sullo scandalo di banca Italease condotta dai pubblici minsteri milanesi Roberto Pellicano e Giulia Perrotti e dalla Guardia di finanza di Milano sulla presunta associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita dell'ex amministratore delegato, Massimo Faenza, risulterebbe che una parte delle somme sottratte alla citata banca sia stata distribuita a favore di alcuni esponenti del mondo dell'informazione in cambio di elogi per il banchiere imputato;
la notizia riportata il 7 luglio 2008 dal quotidiano "Milano Finanza" prende spunto dagli ultimi interrogatori di Pino Arbia, ex responsabile delle relazioni esterne della banca Italease, accusato insieme all'ex amministratore delegato Massimo Faenza e ad altre nove persone;
alla domanda del pubblico ministero Pellicano sulle "spese" per i giornalisti, Arbia si è avvalso della facoltà di non rispondere, sostenendo che si tratta "semplicemente di una questione di natura civilistica sull'entità del danno che intendo risarcire alla banca". Dal momento però che è lo stesso Arbia a collocare il tema fra le "questioni di natura civilistica sull'entità del danno" che intende risarcire alla banca, si potrebbe trattare di spese che hanno procurato un danno alla banca stessa;
le indagini della Procura di Milano sul caso di banca Italease e i prodotti derivati speculativi venduti alla clientela sono ormai chiuse, mentre rimane ancora da chiarire la sottrazione di oltre 30 milioni di euro dalle casse della banca su cui la magistratura continua ad indagare, anche relativamente alle presunte somme di danaro distribuite a giornalisti professionisti,
si chiede di sapere:...
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LANNUTTI , BELISARIO , GIAMBRONE , ASTORE , BUGNANO , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , LI GOTTI , MASCITELLI , PARDI , RUSSO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico. -
Premesso che:
l’azione collettiva risarcitoria (class action) regolata dall’art. 140-bis del Codice del consumo, che entrerà in vigore il 29 giugno 2008, riguarda il diritto al risarcimento del danno ed alla restituzione di somme spettanti a singoli consumatori o utenti che abbiano subito dei soprusi da parte di grandi aziende, in particolare di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali;
l'azione collettiva, più nota come class action dal nome che ha assunto negli Stati Uniti, dove è nata e funziona dagli anni Sessanta, è lo strumento migliore con cui i semplici cittadini possono essere tutelati e risarciti dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione;
la prevista data del 1° luglio 2008 rischia di saltare per le "pressioni" delle associazioni degli industriali, dell’Associazione bancaria italiana (ABI), dell'Associazione nazionale imprese assicuratrici (ANIA) e di altri potentati economici, che già si sono opposti all’introduzione di uno strumento di grande civiltà giuridica a tutela dei cittadini consumatori, volte a ritardare l'attuazione della legge nel nostro ordinamento;
secondo indiscrezioni apparse sulla stampa, il Governo avrebbe allo studio modifiche alla suddetta legge per renderla inefficace per il passato, espungendo così i risarcimenti collettivi contro i soggetti che hanno adottato gravissime condotte truffaldine a danno dei risparmiatori, da Cirio a Parmalat ai bond argentini, prevedendo anche uno slittamento al prossimo anno;
a giudizio degli interroganti, l’intervento di proroga e quello di modifica di una legge prossima all' entrata in vigore, suonerebbero come un gravissimo tradimento alle attese di milioni di cittadini destinatari di comportamenti fraudolenti, ma anche per le imprese che attuano le più corrette regole del mercato,
si chiede di sapere:
se corrisponda al vero che il Governo intende prorogare l’entrata in vigore della suddetta disposizione di legge che regola la class action nonostante le ripetute promesse ai cittadini di offrire loro maggiori tutele;
se corrisponda al vero che le industrie, le banche e le assicurazioni...
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LANNUTTI , BELISARIO , ASTORE , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , GIAMBRONE , LI GOTTI , MASCITELLI , PARDI , PEDICA , RUSSO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
in un articolo del settimanale “l’Espresso” pubblicato il 9 febbraio 2008 è stato denunciato lo scandalo riferito alla Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob), autorità di vigilanza presieduta da Lamberto Cardia senior, in relazione alle super pagate consulenze di Cardia junior, ossia dell'avvocato Marco Cardia, figlio del Presidente della Consob, in riferimento alla decisione sugli assetti societari in capo a Giampiero Fiorani (ex numero uno della Banca Popolare di Lodi, rinviato a giudizio dalla Procura della Repubblica di Milano per gravi reati societari dei “furbetti del quartierino”) e Salvatore Ligresti (patron di fondiaria-Sai, Premafin, ecc.);
in un Paese normale, quando importanti quotidiani nazionali, come "La Repubblica", o settimanali, come "L’Espresso", pubblicano articoli - senza che, peraltro, giunga una smentita da parte degli interessati - con i quali si riferisce in merito alla vicenda che vede l’avv. Marco Cardia, super-consulente della Banca popolare di Lodi con 220.000 euro l’anno, professionista di fiducia dell’Immobiliare Lombarda, la società quotata in borsa e controllata da Ligresti, che potrebbe diventare oggetto di un’Offerta pubblica d'acquisto per consentire allo stesso Ligresti di avere il controllo totale della società, ci si attenderebbe quanto meno, una presa di posizione da parte delle Istutuzioni;
in un Paese normale, dove era già lampante l’incompatibilità della carica assegnata all’avv. Marco Cardia visto il rapporto di parentela che lo lega al Presidente della stessa autorità, diventa ancora più scandalosa, come ricostruisce “l’Espresso”, la designazione dell’avv. Marco Cardia nel Comitato dell’Immobiliare Lombarda, la quale vigila sull'organizzazione societaria in base al decreto legislativo n. 231 del 2001 (responsabilità penale delle aziende)...
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LANNUTTI , BELISARIO , ASTORE , BUGNANO , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , GIAMBRONE , LI GOTTI , MASCITELLI , PARDI , PEDICA , RUSSO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
secondo un approfondito studio commissionato dalla Slc-Cgil (Sindacato lavoratori della comunicazione) ad un gruppo di analisti ed esperti di prim’ordine (coordinati dal consulente finanziario Sergio Cusani),che hanno analizzato i bilanci Rai dal 2002 al 2006, l'azienda spende il 64% dei ricavi per acquistare fiction e varietà,nonostante abbia 11.436 dipendenti fissi (più 1.872 contratti a tempo determinato), nonché 43.000 collaboratori;
la Rai non può fare a meno degli "appalti esterni", quasi non avesse energie e talenti all'altezza dei propri compiti. Se si tolgono i telegiornali e qualche programma di informazione (come "Report" o "La Storia siamo noi"), tutto ciò che si vede su Rai 1, Rai 2 e Rai 3, dalla mattina a notte fonda, è confezionato all'esterno;
scrive Giuseppe Sarcina sul "Corriere Economia" del 12 maggio 2008, a pagina 2, un articolo che si riporta integralmente: «Cuochi, pacchi, nonni, piste da pattinaggio, ballerini sotto le stelle, seggiole e divani. Tutto, o quasi: le fiction, i varietà della prima serata, i talk show, i documentari. Nel bilancio 2006 su un totale di ricavi pari a 3.111 milioni di euro, 1.516 sono stati stanziati per "l'acquisto di beni e servizi esterni", cui vanno aggiunti 580 milioni di euro di investimenti per comprare diritti televisivi. Totale: 2.096 milioni di euro spesi fuori casa, a fronte di 979 milioni di euro versati al personale interno. Il consuntivo del quinquennio 2002-2006 (...) mostra che per ogni 100 euro che entrano nelle casse aziendali, 64,4 vanno ad alimentare una "mezza Rai" che negli anni si è sviluppata lontana dagli studi di Saxa Rubra o di via Teulada. Queste risorse si trasformano negli incassi delle società di produzione, tra le quali spiccano Endemol (che fa capo a un pool di azionisti guidato da Mediaset), Magnolia (De Agostini) e la Ballandi Entertainment. La Rai, l'azienda del servizio pubblico, la "compagnia di bandiera" della tv italiana, può andare avanti così?
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