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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
DIVIETO DI ASSUNZIONE DI PARTECIPAZIONI DI CONTROLLO DI ENTI O IMPRESE DI STATI NON ADERENTI ALL’UNIONE EUROPEA O ALL'ASSOCIAZIONE EUROPEA DI LIBERO SCAMBIO-EFTA, NELLE IMPRESE OPERANTI IN SETTORI STRATEGICI DELL’ECONOMIA NAZIONALE
"Onorevoli senatori, con il presente disegno di legge si intende disciplinare, nei confronti dei fondi sovrani gestiti da Stati non aderenti all’Unione Europea o all'Associazione europea di libero scambio (EFTA), il divieto di assumere partecipazioni rilevanti o di controllo nei settori o nelle imprese operanti in settori strategici dell’economia nazionale. Si stabilisce pertanto che la soglia massima della quota di capitale posseduta dai fondi sovrani in aziende italiane "strategiche" non può superare il 20 per cento del capitale totale. A tal fine si provvede, quindi, ad integrare l'articolo 25 della legge n.287 del 1990 (cd. Legge Antitrust) la quale, "per ragioni essenziali di economia generale", assegna al Governo il potere di vietare le operazioni di concentrazione, nel caso in cui a dette operazioni di acquisizione partecipino enti o imprese di Stati che non tutelano l'indipendenza degli enti o delle imprese con norme di effetto equivalente a quello italiano, o applicano disposizioni discriminatorie.
Il regime di apertura agli investimenti stranieri costituisce uno dei pilastri fondamentali dello sviluppo economico del nostro Paese. La stessa Unione europea garantisce la libertà di insediamento delle imprese e la libera circolazione dei capitali. Pertanto, la nuova norma, solo in casi specifici e sempre nel rispetto del principio della proporzionalità, offre al Ministero dell’economia e delle finanze uno strumento di controllo sugli investimenti che potrebbero porre problemi sotto il profilo della sicurezza nazionale. Nessun muro vuole essere eretto per bloccare del tutto gli investimenti dei fondi sovrani in Italia, ma piuttosto si vuole almeno porre un limite alle acquisizioni di questi investitori, anche per allinearsi alle normative Europee, ed adottare così meccanismi di difesa più efficaci rispetto a quelli attualmente vigenti, nel caso di scalate ostili alle imprese nazionali che rivestono un ruolo strategico...."
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" Colleghi Senatori ! - Recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato i gravi rischi per la salute derivanti dall'uso di imballaggi e contenitori di plastica per alimenti o, bevande. Il materiale plastico utilizzato in tali oggetti contiene, infatti, sostanze organiche come il cloruro di polivinile e altre sostanze quali i bifenili policlorati, i ftalati eccetera, suscettibili di arrecare gravi danni alla salute dei consumatori. Infatti, come le ricerche condotte dall'Istituto oncologico di Bologna hanno potuto dimostrare sin dal 1971, il monocloruro di vinile è una sostanza cancerogena, suscettibile quindi di favorire l'insorgenza di patologie tumorali nei soggetti che con essa vengono a contatto. Inoltre, l'uso del materiale plastico in contenitori o imballaggi di cibi o bevande determina il rilascio di ftalati in conseguenza del contatto della plastica con grassi - animali o vegetali - o con sostanze alcoliche contenuti negli alimenti o bevande posti all'interno dei suddetti imballaggi.
Gli ftalati così rilasciati e trasmessi al consumatore si concentrano nel tessuto adiposo, attraverso un processo noto come «bioaccumulo». Tale processo ha ripercussioni di assoluta gravità sul sistema immunitario e riproduttivo dei soggetti, e in particolare di coloro che, come i bambini o gli ammalati, versano in condizioni di salute particolarmente vulnerabili. Gli effetti pregiudizievoli di tale processo di bioaccumulo e dello stesso rilascio degli ftalati nell'organismo umano sono, inoltre, aggravati dalla concentrazione dei suddetti composti chimici, che è direttamente proporzionale alle temperature raggiunte dalla sostanza alimentare contenuta negli imballaggi in questione. La maggiore concentrazione di tali sostanze nocive, rilasciate nell'organismo umano dalla plastica, determina quindi il rischio di accelerare i processi legati allo sviluppo puberale, nonché l'insorgenza di patologie tumorali. È pertanto evidente come sia assolutamente necessario tutelare i consumatori da tali gravi pericoli per la salute, proteggendo in particolare i soggetti quali bambini o ammalati che, per le condizioni in cui versano, sono maggiormente esposti ai rischi connessi all'uso della plastica in imballaggi o contenitori di alimenti.
Inoltre, è importante sottolineare come l'uso della plastica, soprattutto, ma non solo, nel settore alimentare, determini gravi rischi per la salute ambientale, con particolare riferimento alla fase dello smaltimento dei rifiuti e alla possibilità per la plastica di subire un processo di integrale biodegradazione. Da quanto sin qui considerato..."
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"Onorevoli Senatori. – Con il presente disegno di legge si intende apportare una modifica all’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che disciplina gli oneri detraibili dal reddito complessivo, al fine di ricomprendere
tra le spese da portare in detrazione, quelle
sostenute per l’esecuzione di piccoli lavori
di manutenzione e riparazione, effettuati da prestatori d’opera (e cioe` artigiani e liberi professionisti, quali ad esempio idraulici, elettricisti, falegnami, tappezzieri, eccetera) presso l’unita` immobiliare adibita ad abitazione principale del contribuente."
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"Colleghi Senatori! I consumatori chiedono ormai da anni chiarezza ed informazione, in particolare nella materia alimentare, assai delicata e strettamente correlata alla salute umana.Essi vogliono poter scegliere liberamente e consapevolmente i prodotti che finiscono quotidianamente sulle loro tavole.Invero, le cattive pratiche produttive e commerciali, complici un’inadeguata legislazione e controlli assai carenti, se non addirittura inesistenti, non mettono il cittadino nelle condizioni di poter esercitare liberamente le proprie scelte e difendere così il proprio, fondamentale, diritto alla salute.Particolare allarme desta, poi, l’utilizzo, ormai massiccio, di sostanze chimiche quali additivi per cibi e bevande destinate all’alimentazione umana.
Nonostante la loro inutilità per l’alimentazione umana, nonché, per alcuni di essi, la certa e/o presunta cancerogenicità, l’impiego di tali additivi è ammesso e regolato dalla normativa comunitaria (Direttiva del Consiglio 89/107/CEE), secondo cui, “qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente”.L’utilizzo di alcuni additivi, siano essi coloranti, addensanti, conservanti, esaltatori di sapidità, etc, non scevro da rischi per la salute umana (neoplasie, malattie dell’apparato respiratorio, etc) , è quindi giustificato, per lo più, da mere finalità commerciali."
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"Onorevoli Senatori. – Le contravvenzioni per le violazioni al Codice della strada, specie se irrogate attraverso l’uso di autovelox, photored ed altri apparecchi similari, costituiscono la fonte di un vero e proprio «tesoretto » per molti Comuni italiani che, come spesso denunciato dalla stampa nazionale e locale, per far quadrare i loro conti, guardano alle multe irrogate nei confronti dei cittadini del nostro Paese come ad una fonte certa di entrate finanziarie.
Come noto, il nuovo codice della strada (e segnatamente il decreto legislativo n. 285 del 1992 e successive integrazioni e modifiche) prevede che le postazioni per il controllo elettronico della velocita`, quali gli autovelox, i photored ed altri strumenti similari, debbano essere preventivamente segnalati in maniera chiara e visibile. Tuttavia questo non accade perche´ gran parte di tali apparecchi, oltre a non essere debitamente segnalati, sono montati in luoghi nascosti e non risultano in alcun modo individuabili da parte degli utenti della strada."
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Onorevoli Senatori. – Il sistema distributivo del farmaco, riformato dapprima con la legge 2 aprile 1968, n. 475, e piu` recentemente con la legge 8 novembre 1991, n. 362, e` disegnato intorno alla farmacia e alla equazione farmacia-farmacista. Nella farmacia, piu` che nel farmacista, si incardina la funzione di dispensazione del farmaco, e` sempre la farmacia l’entita` indicata come anello funzionale del sistema sanitario, mentre al farmacista e` relegata la «nobile» funzione di portatore di una professionalita` indispensabile e non sostituibile, asservita alla farmacia. Di fatto con la legge n. 362 del 1991 il sistema farmacia ha assunto le sembianze di una fortezza, popolata da un numero predefinito di abitanti e aperta a pochi, selezionati nuovi accessi.
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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’operato dell’ISVAP relativamente agli aumenti imposti dalle imprese assicuratrici sulle polizze obbligatorie per la responsabilita` civile per autoveicoli e motoveicoli
"Onorevoli Senatori. – Con questo disegno di legge si intende dare ai cittadini e ai consumatori, una risposta al dilagante e continuo fenomeno dell’aumento dei premi assicurativi relativi alle polizze obbligatorie RCAuto e RC-Moto.
Oggi, il settore assicurativo italiano gode di ottima salute, grazie anche agli aumenti allegri e senza soluzione di continuita`, effettuati da parte delle compagnie assicurative, per le polizze obbligatorie RC-Auto; una sorta di «pizzo» legalizzato a carico di milioni di automobilisti, che prima della liberalizzazione tariffaria del 1994, sotto il regime dei «prezzi amministrati», pagavano in media 700.000 lire (per un controvalore di 361 euro) mentre dodici anni dopo, nel 2006, hanno visto lievitare a 868 euro il costo medio di una polizza per un’auto di fascia media (non contando le punte estreme come la Campania), con un rincaro del 140,5 per cento, a differenza di altri Paesi dell’Unione europea, come Francia, Spagna, Germania, dove gli aumenti registrati non hanno mai superato la soglia del 70 per cento."
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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’operato della Consob e della Banca d’Italia, nonche´ su eventuali responsabilita` politiche, relativamente a taluni scandali e dissesti finanziari ed industriali avvenuti in Italia, nonche´ sulle modalita` di diffusione di titoli pubblici argentini presso i risparmiatori italiani
"Onorevoli Senatori. – I crack finanziari hanno segnato un’epoca nel rapporto risparmiatori-
banche. Sono circa un milione i consumatori coinvolti nella perdita del proprio risparmio (bond argentini, Cirio, Parmalat, Giacomelli, eccetera) per un controvalore di 50 miliardi di euro. Fondi perduti da milioni di risparmiatori, non per una scelta di rischio consapevole, ma perche´ mal consigliati da operatori finanziari in cui avevano piena fiducia: strumenti finanziari spacciati come «prodotti sicuri» che poi invece sono risultati essere a forte rischio.
La magistratura ha evidenziato oggettive responsabilita` delle banche confermando le denunce delle stesse associazioni dei consumatori.
Tuttavia, nonostante le recenti vicende giudiziarie, gli investitori coinvolti dai crack finanziari che in gran parte non hanno ancora ricevuto alcun risarcimento per le perdite subite non possono ritenersi soddisfatti: che la colpa sia di «distratte» societa` di revisione o di istituti di credito senza scrupoli poco importa alle famiglie italiane che non si sono ancora riprese dalle gravi perdite subite in seguito ai citati scandali finanziari."
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Onorevoli Senatori. – La costruzione dell’Unione europea, l’introduzione dell’euro quale moneta comune tra i Paesi membri e la creazione di un Sistema europeo di banche centrali impongono di guardare con rinnovato interesse al ruolo ed ai compiti che la Banca d’Italia, in qualita` di banca centrale del nostro Paese, dovra` svolgere.
Infatti, a partire dai 1º gennaio 1999 i Paesi che come l’Italia partecipano all’Unione economica e monetaria (UEM) hanno perso la sovranita` monetaria che e` stata trasferita, congiuntamente alla politica del cambio, alla Banca centrale europea (BCE) e al Sistema europeo delle banche centrali (SEBC).
L’integrazione della Banca d’Italia nell’ambito del SEBC rende la stessa partecipe delle scelte relative alla determinazione ed all’attuazione della politica monetaria dell’Europa che, come obiettivo principale, persegue il mantenimento della stabilita` dei prezzi.
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"Onorevoli Senatori. – Il seguente disegno
di legge sollecita la vendita dell’oro e della massa di riserve italiane, non solo aurifere, per ridurre il debito pubblico. Le riserve auree italiane infatti, pari a 79 milioni di once (2.452 tonnellate), dalle quali si potrebbero ricavare, agli attuali prezzi di mercato, ben 40 miliardi di euro circa, equivalenti al 35 per cento di tutte le privatizzazioni effettuate,
non sono di proprieta` della Banca d’Italia, ma dei cittadini, che le hanno risparmiate
consumando meno di quanto sia stato
prodotto. In base ai dati piu` recenti diffusi dall’istituto di emissione, le riserve ufficiali della Banca d’Italia a fine giugno ammontavano a 67,203 miliardi di euro, contro i 65,8 miliardi di fine maggio. Di queste, le riserve e i crediti in oro sono pari a 46,518 miliardi,a cui vanno aggiunti i crediti in valuta verso i non residenti nell’area dell’euro pari a
20,685 miliardi."
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05/09/2010 @ 9.18.34
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